
Di tanto in tanto anche la piccola provincia italiana ci riserva delle piacevoli sorprese, sorprese che magari non ti aspetteresti da una classe imprenditoriale locale che non spicca sempre per intraprendenza e dinamismo.
Anna Josè Buttafava è la fondatrice di tre saloni di bellezza, rispettivamente a Codogno, Casalpusterlengo e Lodi. Da questa realtà artigiana della profonda pianura lombarda è scaturita una delle più interessanti esperienze imprenditoriali della regione: Anna Josè ha infatti creato non solamente dei luoghi di cura estetica e dove il cliente viene davvero sempre messo al centro delle migliori cure e attenzioni, ma ha anche dato origine ad un modello di lavoro che si vede solo in alcune – illuminate – grandi multinazionali.
Accanto infatti all’attenzione per la formazione continua dei propri collaboratori e allo stimolo verso sfide professionali sempre nuove (si pensi alla collaborazione ventennale con Miss Italia o alla partecipazioni ad eventi culturali locali o internazionali), Anna Josè si è preoccupata di creare un ambiente di lavoro che fosse sempre più sostenibile per il suo team, composto in gran parte da donne.
Oltre a rendere il turnover meno stressante rispetto alla prassi del settore acconciature e bellezza, è riuscita a vincere due bandi (uno statale e uno regionale) per avviare altrettanti progetti che, per localizzazione e tempistica, sono pressoché rivoluzionari.
Prima di tutto il progetto Stiro Amico (finanziato dalla Presidenza dei Ministri), grazie al quale ad ogni sua collaboratrice è offerto il supporto di una stiratrice professionista per tre ore la settimana: questo significa che, in linea di massima, le donne che lavorano per lei praticamente non hanno più quest’incombenza casalinga (che per chi lavora tante ore al giorno in piedi è ancora più onerosa).
E in secondo luogo il nuovo progetto, in partenza proprio durante il mese in corso, che garantirà il baby-parking gratuito non solo per le clienti, ma anche per le dipendenti. Questo significa che una mamma (o un padre) può andare a farsi un’acconciatura potendo contare su un servizio gratuito di babysitting: “Ci appoggiamo ad una struttura privata esistente – mi spiega Anna – a pochi minuti a piedi dal centro (ma comunque collegata anche con una navetta) che è pronta ad ospitare i bambini delle clienti, alle quali viene dato un voucher per un servizio gratuito di due ore. Le mie collaboratrici possono invece beneficiare di questo servizio di supporto nel caso non abbiano nessuno a cui appoggiarsi durante gli orari extra-scolastici”.
Tutte le persone che andranno poi a fare shopping in città, potranno beneficiare del Baby-Parking gratuito presentando almeno tre scontrini di altrettanti esercizi pubblici emessi durante la fascia oraria in cui si beneficia del servizio (e questo incentiva anche la regolarità fiscale, qualora non vi fosse).
Questo non solo aumenta la disponibilità al lavoro di molte mamme, garantendo un ritorno imprenditoriale diretto (non solo per Anna, ma anche per le stiratrici o le babysitter che, a pioggia, giovano di un lavoro garantito), ma crea un ambiente molto più collaborativo: “Devo ammettere che già avevo visto un buon miglioramento delle relazioni dopo l’introduzione del servizio Stiro Amico. Ora sono sicura che le cose andranno ancora meglio” mi confida Anna.
“Certo, questo tipo di servizio di conciliazione è talmente nuovo che va rodato, soprattutto dal punto di vista organizzativo – ammette Anna – Proprio per questo motivo abbiamo fatto rete con Confartigianato, Confcommercio e con altre realtà territoriali: perché per far funzionare al meglio l’iniziativa e sfruttarne tutte le potenzialità occorre un’organizzazione attenta che andrà monitorata passo dopo passo”
Da sola non avrebbe potuto affrontare il costo di un servizio simile, ma grazie a questo progetto dell’Assessorato alla Famiglia della Regione Lombardia ha potuto finanziare un esperimento che durerà 2 anni: la speranza è che serva da esempio per altre realtà e che l’esperienza venga debitamente studiata e approfondita perché riesca a diventare contagiosa.
In un momento così grave per il nostro mercato del lavoro e così umiliante per la nostra imprenditoria, questi esempi di stimolo e di tutela devono essere guardati con grande ammirazione, ben consapevoli che l’ammirazione fine a se stessa non basta: dalle belle idee bisogna trarre esperienza, e seminare esempio.





