Camila Vallejo: la donna della rivoluzione Sudamericana

 

Bella anche se comunista”: la introduce ironicamente così Erika Riggi in un articolo dedicato ad una delle figure femminili più esplosive del Sud America, in questi giorni in Italia per una serie di conferenze: Camila Vallejo, 23 anni, Vicepresidente della Federazione Nazionale degli Studenti Universitari del Cile e militante della Gioventù Comunista cilena che dal 13 luglio 2011 sta risvegliando la nazione a colpi di manifestazioni e flash mob.
Seguitissima su Facebook e Twitter, è stata capace di far scendere in piazza centinaia di migliaia di persone (non solo studenti) per protestare contro la presidenza del milionario Sebastián Piñera e la sua gestione dell’istruzione, dell’economia e del mercato del lavoro.

 

 

I ragazzi dell’Inverno Cileno (dopo la “Primavera Araba” in Cile infatti è nato “El Invierno Chileno”) hanno invaso le strade di Santiago con il “Moonwalk” di Michael Jackson, con il “Besathon” durante il quale migliaia di coppie si sono baciate per 15 minuti davanti al Palazzo della Moneda (simboleggiando la passione del movimento), oppure facendo jogging per settimane di fila sotto l’ufficio presidenziale sventolando una bandiera nera con scritto “Educazione gratuita ora” per mostrare la loro resistenza: un movimento non violento (nonostante l’infiltrazione ostinata di teppisti e vandali di vario genere) che ha dalla sua parte una mobilitazione civile straordinaria per numeri e portata.
Chiedono un’istruzione universitaria pubblica (oggi gli studenti contraggono debiti piuttosto importanti per riuscire a conseguire una laurea, come se la cultura fosse un bene di consumo: gli investimenti pubblici nel settore sono lo 0,84%), una riorganizzazione del mercato del lavoro che riesca a tamponare il precariato e l’inequità di molti contratti, una statalizzazione delle risorse naturali e una regolamentazione del capitalismo che ha invaso il sistema (addirittura esiste una tassa per i bambini che vengono partoriti al di fuori degli orari d’ufficio 9 – 17).

 

 

Il grande potere mediatico, questa ragazza di 23 anni lo deve sicuramente – e consapevolmente – anche alla sua avvenenza, che buca il video, incanta le folle, e che l’ha fatta finire a piena pagina su moltissime riviste internazionali: senza però salvarla dalle minacce e dalle intimidazioni.
Ammazzare la cagna per farne morire la nidiata” (Muerta la perra se acaba la leva) aveva detto Pinochet il giorno in cui fu assassinato Salvador Allende: via Twitter Camila si è vista recapitare lo stesso messaggio da un funzionario del ministero della cultura, insieme a molte altre intimidazioni.
Ma la ragazza non molla: partecipa ai talk-show preparata e rigorosa, rimane impassibile a chi quasi le chiede di giustificare la sua bellezza, invita la gente a scendere in strada, ad uscire alle finestre suonando padelle coi mestoli, distruggendo con i numeri e l’ironia un governo che inizia a tremare (la sua popolarità è infatti crollata dal 70% ad un risicato 20%).
Una vera forza della natura.

BY Maggie | 5 COMMENTI | 16.02.2012
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COMMENTS (5)
grazia - giovedì, febbraio 16th, 2012 11:42 am GMT +1 11:42

che bello sentire ogni tanto di giovani donne degne di esserlo!! grazie torre aggiornami sempre…

    Maggie - giovedì, febbraio 16th, 2012 02:33 pm GMT +1 14:33

    23 anni è un’età davvero impressionante!

Valentina - martedì, febbraio 21st, 2012 08:12 pm GMT +1 20:12

Cloniamola mentre è qui in Italia! :D

Luigina - mercoledì, febbraio 22nd, 2012 08:41 am GMT +1 8:41

Un amore per il suo paese, un fuoco civile che noi non sappiamo più forse nemmeno cos’è…

Ester - lunedì, febbraio 27th, 2012 08:34 am GMT +1 8:34

Grande Camila! Io la seguo su Twitter: eccezionale.

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