
Devo ammettere che quando penso a Dita il primo pensiero che mi prende è l’incredulità: come avrà fatto ad avere una relazione con Marilyn Manson per sette anni, e a sposarselo? La domanda più difficile è però questa: come ha fatto anche solo toccarlo e – probabilmente – baciarlo? Mi fermo qui perché mi è necessario interrompere la catena di immagini raccapriccianti che mi vengono in mente e continuare serena a raccontare della Dita artistica: una donna che ha rivoluzionato i costumi del nostro tempo (anche perché poi, con le relazioni avute a seguire, ci lascia presagire che sia si sia svincolata dal mondo dell’Ade).
Il suo carisma è stato talmente potente non solo da rubarla a mondi di nicchia come quello del fetish o degli spogliarelli facendola approdare su tutti i più prestigiosi palcoscenici del mondo, ma l’ha resa un’icona rivoluzionaria della moda e del costume.
Il suo amore per gli anni ’40, per la biancheria e lo stile di inizio ‘900, il suo gusto nel riproporre le linee, i colori, le geometrie di tutta un’epoca, hanno fatto in modo che l’ondata retrò travolgesse sì il mondo dell’intimo (ad esempio nel 2008 crea per Wonderbra una linea d’intimo ispirata a sé stessa, e fa da testimonial per Agent Provocateur e Frederick’s of Hollywood), ma soprattutto il mondo della moda femminile nella sua totalità (Christian Louboutin le disegna e personalizza le scarpe per ogni spettacolo).
Musa per molti stilisti, alcuni l’hanno voluta a sfilare sulle loro passerelle (come Moschino e Jean-Paul Gaultier) e molte riviste d’eccellenza si contendono foto e interviste (l’esclusiva del suo matrimonio gotico con Marily Manson – ancora lui, maledizione – è stata di Vogue).
E poi il burlesque, che grazie a lei è uscito dal mondo underground diventando l’intrattenimento artistico più ricercato e osannato.
“Dita è una donna eccezionale – mi racconta Virgil Riccomi dell’agenzia Retro Voodoo De Luxe- che ha saputo essere imprenditrice di se stessa partendo dal nulla e ha dato vita a fenomeni di portata inimmaginabile fino a poco tempo prima”
“La sua immagine, di cui si prende cura con grande attenzione – continua Virgil – è diventata ispirazione e iconografia. Purtroppo questo ha creato una standardizzazione del burlesque, laddove se n’è voluto fare un grossolano uso commerciale. In realtà il burlesque è l’arte dell’espressione dell’unicità femminile, che è per sua natura diversa da donna a donna.”
Effettivamente ricordo uno spettacolo organizzato da Voodoo De Luxe al quale ho assistito, e non tutte le performer utilizzavano corsetti e guanti, anzi: il palcoscenico era l’esibizione di fantasie molto diverse tra loro.
“Per questo motivo – mi spiega – non ho mai voluto che le performer di Voodoo De Luxe replicassero gli show di Dita: ogni artista deve esprimere la sua unicità, e Dita stessa ci tiene molto alla sua. Quando ho avuto modo di trascorrere del tempo con lei, ho capito che è informatissima su tutto quello che accade nel mondo del burlesque, e ha apprezzato le nostre scelte artistiche”
E di questa evoluzione della figura femminile che sfugge alla standardizzazione – una standardizzazione che ci sta uccidendo la vita e la fantasia – dobbiamo dire grazie solo a Dita, che è stata capace di creare per noi un altro immaginario possibile.
semplicemente favoosa…la Dalia Nera del nostro secolo..la amoooooooooo
Anche noi, Massimo
Grazie!
Voodoo De Luxe Agenzia Retro & Burlesque Milano
http://www.voodoodeluxe.com
Un grande esempio di femminilità





