
Conosco Lella Golfo come fondatrice della Fondazione Marisa Bellisario, che dal 1989 promuove le eccellenze imprenditoriali e professionali femminili del nostro paese e lavora incessantemente sul territorio per portare le donne ad essere sempre più protagoniste nel panorama economico italiano.
Originaria di Gioia Tauro, Lella Golfo ha sempre lavorato con un occhio di riguardo per il meridione (è solo del novembre scorso l’interessantissimo convegno “L’altra metà della ‘ndrangheta: le donne, le cosce, il potere”) ma anche in realtà difficili o emergenti: ha svolto missioni all’estero volte a formare o potenziare network femminili in Rwanda, Afghanistan, Kosovo, Cina, India e Palestina.
Ma Lella Golfo è anche deputata in parlamento, eletta con il PDL e componente della Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo.
Con l’On. Alessia Mosca è riuscita a far approvare un’importantissima legge sulle quote rosa nei Consigli di Amministrazione, con un voto bipartisan in Commissione Finanze: la legge prevede che le donne nominate nei CdA delle società quotate e delle partecipate siano almeno il 20% dal 2012 e almeno del 30% dal 2015.
“Sin da subito – mi spiega – non ho esitato a definirla una legge epocale! Basti pensare che nelle 272 società quotate in Borsa la presenza femminile nei CdA è ferma oggi al 6,9%: appena 194 donne su 2837 poltrone! Le donne Amministratore Delegato sono 11 contro 321 uomini, i Presidenti 14 donne contro 270. Le società controllate dalle Amministrazioni Pubbliche, invece, sono addirittura 2076, con circa 13.500 membri di CdA e, secondo le nostre stime, poco più del 4% donne. Sono dati che parlano chiaro. Con questa mia legge, pertanto, abbiamo raggiunto due obiettivi fondamentali. Da una parte consentiremo l’ingresso nel circuito economico del Paese di un serbatoio di talenti, altrimenti tagliati fuori dal mercato solo perché donne. Dall’altra parte abbiamo aperto un dibattito importante nel Paese e rotto il tabù della partecipazione femminile alla gestione del potere economico e politico. Certo non mi illudo che da un giorno all’altro il numero delle donne ai vertici passerà da percentuali irrisorie al 50% ma è la stessa Banca d’Italia a rilevare che senza questa legge avremmo dovuto aspettare ben 64 anni per arrivare al 30% di donne nei CdA.”
Lella Golfo era contraria all’idea delle quote, ma in un paese con poca dimestichezza meritocratica ha intuito che questa strada fosse la più efficace (o l’unica) da percorrere per raggiungere lo scopo. Ed è ottimista:
“Le donne italiane – continua – hanno fatto tanta strada. Siamo oramai il 60% dei laureati del nostro Paese; abbiamo espugnato “templi” una volta inaccessibili conquistando la guida del più grande sindacato e della più grande associazione d’imprenditori. Certamente tanto resta ancora da fare, soprattutto sul fronte dell’occupazione, ma sono fiduciosa. Con la mia legge abbiamo anticipato tante altre democrazie occidentali, affermando con forza la nostra volontà e diventando artefici del cambiamento. Per questo credo che si tratti della prima, grande “rivoluzione” delle donne italiane che innescherà un autentico circolo virtuoso in tutti gli ambiti.”
La crescita inclusiva è la soluzione che non può essere mancata:
“Uno dei principali obiettivi della strategia Europa 2020 è la «crescita inclusiva». La scommessa dell’Unione europea – mi spiega – è far ripartire le economie aprendo il mercato del lavoro a coloro che ne sono esclusi, le donne in primo luogo. Una scommessa che dobbiamo fare nostra, radicando nella società la consapevolezza che valorizzare le donne non solo è giusto ma conviene a tutti. Gli obiettivi fondamentali che a mio avviso dovremmo porci sono quattro:
Sono quattro obiettivi ambiziosi ma raggiungibili attraverso una serie di misure ad hoc”.
E con la Fondazione quali progetti avete per l’immediato futuro?
“Innanzitutto a ottobre a Milano abbiamo proposto la nascita di un osservatorio per monitorare l’applicazione della legge e al contempo continueremo a lavorare sul fronte della sensibilizzazione sul tema di una maggiore partecipazione delle donne ai vertici.
Prosegue poi la nostra iniziativa “Mille Curricula Eccellenti”. In pochi mesi abbiamo raccolto più di 2500 profili di donne eccellenti. L’entusiasmo con cui la nostra iniziativa è stata accolta testimonia che le donne sono pronte e noi vogliamo contribuire a fornire loro strumenti e opportunità per affermare professionalità e competenze indispensabili per il futuro del Paese.
E poi cominceremo a lavorare alla XXIV Edizione del Premio Bellisario e ai progetti internazionali che tanto mi stanno a cuore.
Senza contare la mia attività di parlamentare e le proposte di legge sul congedo parentale, l’Autorithy per le pari opportunità e il divieto di cumulo di incarichi in CdA pubblici di cui intendo seguire pressantemente l’iter.”
Notizia storica!





