
Adrienne Louise Clarkson è nata ad Hong Kong il 10 febbraio 1939, e la sua storia è un esempio luminoso di viaggio, di successo, di integrazione.
Nel 1941 arrivò in Canada come profuga, sfuggendo agli invasori giapponesi: suo padre, un imprenditore cinese di successo, perse tutti i suoi averi ma mise in salvo la famiglia.
Adrienne, che all’epoca aveva solo tre anni, si integrò con facilità nel nuovo paese, nonostante le resistenze culturali del Canada che non accoglieva volentieri i “non-bianchi” (italiani e slavi compresi). La sua forza pare essere sempre stata l’incoraggiamento paterno, e la grande fiducia in se stessa che aveva sempre saputo donarle: “Mi faceva capire che avevo le possibilità e il diritto di arrivare ovunque e di fare qualunque cosa: e così io ho fatto. Era quello che lui voleva, era quello che aveva sempre sognato per me” dice la Clarkson, ma aggiunge anche: “Il segreto di una buona integrazione sta in una seria scuola pubblica”.
All’Università di Toronto e alla Sorbonne di Parigi ottenne le sue due prime lauree: tutte le 26 che seguirono furono honoris causa.
Adrienne Clarkson infatti non è stata “soltanto” una giornalista, un’autrice televisiva e una scrittrice, ma nel 1999 fu la prima donna di origine straniera (la prima donna in assoluto fu invece Jeanne Sauvé) ad essere nominata Governatore Generale del Canada, il 26°.
“Qualsiasi incarico mi venisse offerto, ho accettato solo quando sapevo di poter dare un contributo nuovo alla causa che stavo per abbracciare. Altrimenti rinunciavo” dichiara.
Nell’arco della sua carriera come donna di stato è stata ripetutamente insignita di prestigiose onorificenze, e ha sempre strenuamente difeso la sua vita privata: quasi mai ha concesso dichiarazioni sulle sue travagliate vicissitudini famigliari (due mariti, tre figlie di cui una deceduta nella culla, affidate al padre).
È stata ripetutamente accusata di non aver valorizzato le sue origini cinesi come avrebbe dovuto, di aver preferito la carriera alla famiglia, di avere – in alcune occasioni – investito eccessive risorse statali nei suoi viaggi diplomatici.
Chissà se Adrienne Clarkson, un giorno, arriverà ad aprire il suo vissuto intimo a tutti quelli che, nel mondo, vorrebbero sentirle raccontare cosa si nasconde dietro la sua immagine di donna di successo: quali dolori, quali fratture, quali fragilità.
Lo scorso novembre vi ho raccontato di Isabel Farrugia, e della sua vita dedicata alle donne attraverso l’importante lavoro di SOS Donna Catania.
Su questo blog avevamo lanciato la ricerca di uno sponsor tecnico che supportasse il loro progetto BEN-ESSERE con la fornitura di cosmetici di qualità: grazie all’aiuto di Elena Schiavon di Fashionhall, nel giro di poche ore eravamo riusciti a raccogliere l’adesione di Deborah.
A distanza di qualche mese possiamo mostrarvi le foto dei corsi che, grazie anche al supporto di Deborah, SOS Donna Catania ha potuto organizzare, a beneficio di 60 donne in trattamento chemioterapico.
Una piccola grande gioia.
Non fermiamoci qui però, se possiamo: il progetto BEN-ESSERE va avanti coi suoi corsi di fisioterapia, cosmetica e arte-terapia, e SOS Donna continua ad organizzare seminari di sensibilizzazione e supporto psicologico. Il loro impegno costante ha bisogno di tutti noi.





