Quando il manager rimane senza lavoro, esce a far colazione: UnBreakFast

Chiara Bonomi ha sempre lavorato nel mondo della comunicazione aziendale, e mi racconta con entusiasmo la bellissima esperienza professionale delle Olimpiadi di Torino nel 2006:Nonostante il grande successo e il plauso generale per il lavoro fatto durante le Olimpiadi, quando provai successivamente a ripropormi sul mercato milanese mi resi conto che qualcosa stava cambiando e che la situazione andava a complicarsi”.
Seguirono tre anni con la Barabino & Partners, e poi la gravidanza: “Il rinnovo del mio contratto si sciolse come neve al sole – mi spiega Chiara Bonomi – e così decisi, in collaborazione con un’altra professionista, di mettere a frutto la mia esperienza nel mondo della comunicazione e delle media relations nell’alta formazione aziendale: ad oggi è un’attività che funziona piuttosto bene e che mi permette di seguire progetti sempre diversi e stimolanti.

Ma Chiara nel 2007 ha dato vita anche ad un’associazione davvero particolare, dedicata ai dirigenti che perdono il lavoro: UnBreakFast.

Intendiamoci – precisa – in un mercato sano del lavoro è normale che ci sia un ricambio, e che quindi succeda di perdere o di lasciare il lavoro per poi iniziare una nuova avventura. Il problema di oggi, rispetto al passato, è che ad essere licenziati sono anche dirigenti di altissimo profilo, per non parlare dei tempi (molto più lunghi) di reinserimento e delle condizioni di uscita, che spesso ormai non prevedono alcun tipo di accompagnamento”.
L’associazione UnBreakFast – attraverso le sue colazioni di lavoro organizzate in un bar di Milano – si propone di supportare questi professionisti (dirigenti, quadri o manager) sotto diversi punti di vista, condividendo competenze, esperienze, relazioni, approcci. Ma non solo: il fatto di entrare in contatto con storie andate a buon fine di professionisti che sono riusciti a reinserirsi nel mondo del lavoro, e quello di uscire di casa per andare alle colazioni, aiutano ad avere un atteggiamento positivo, che in queste situazioni è fondamentale.

Le storie che ho visto passare sotto ai miei occhi in questi anni riescono sempre ad incoraggiarmi: alcuni membri hanno trovato lavoro all’estero, è vero, ma altri sono riusciti a rimanere in Italia talvolta reinventandosi completamente una strada: abbiamo avuto un ex-direttore IT che, ad esempio, ha aperto un Bed&Breakfast. La consulenza rimane sempre una strada, ma comporta notevoli sforzi sia dal punto di vista delle relazioni che da quello burocratico o puramente professionale: il ventaglio di competenze e di esperienza richiesto è molto più ampio.
E conclude con due pensieri che mi piacciono molto: “Le persone che vincono la sfida della disoccupazione sono più facilmente quelle che riescono a pensare anche ad ipotesi al di fuori del loro percorso professionale fino a quel momento. E, se posso dirlo, le donne hanno sempre una marcia in più”.
Io credo che possa dirlo, e voi?

BY Maggie | 0 COMMENTI | 19.01.2012
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